About

Dedicato a chi come me, ha una lieve intolleranza alla forma curriculum.

 

“...Non ricordo episodi significativi della mia vita che non fossero in qualche modo legati al mondo dei suoni…(bella frase... suona bene ma è falso).

 

Diciamo che sono entrato in questo universo nel ’64, grazie a Gianna, naturalista, e Giuseppe, vulcanologo, i quali sin dalla mia prima infanzia, durante le lunghe passeggiate in auto, amavano intonare i nostalgici canti degli alpini; infatti ho imparato a guidare ancor prima del camminare, proprio lungo questi che sono di fatto, i miei primi veri viaggi nel mondo dei suoni… 

 

 

Poi sono cresciuto…perlomeno un po…ed alle scuole elementari mi sono presto fatto notare per il mio particolare talento nel realizzare cestini di corda e vimini… i suoni per me erano tutto già da allora: dal sussurrare sordo del vulcano all’interno delle sue profonde grotte, ai cestini di corda e vimini. 

Questi ultimi hanno un odore molto piacevole e durante il lungo processo di costruzione, i due vegetali, producono un suono molto caldo e accogliente e …spesso mi addormentavo…

 

Qualche anno dopo, alle lezioni di musica delle scuole medie misi per la prima volta le mani su un vero sintetizzatore…anzi no, in realtà mia nonna Adele qualche anno prima, mi regalò un organo Bontempi sul quale composi, credo a sei anni, la mia prima canzone.  La chiamai “Yesterday", magari l’avete anche sentita… la dedicai a una mia amichetta che giocava con la palla nel cortile di casa…pensate che rubai un cavallo per cantarla sporgendomi dal muro del cortile..ma ne hanno fatto un film…magari l’avete visto…

 

Andiamo un po più spediti per approdare sulle spiagge di Kamarina dove nell’82, finalmente in possesso di un registratore a quattro piste, realizzai in maniera del tutto inconsapevole…come in sogno... il mio primo capolavoro…Sicula Canicula…

A quei tempi avevo racimolato qua e la alcuni strumenti; un clarinetto, un sax, una chitarra, un flauto, un meraviglioso Fender Jazz bass ed un microfono Phillips. Per la parte percussiva qualche padella, un coperchio di vetro, un secchio pieno d’acqua, un mestolo e alcune Belle (le campanelline usate dalle pecore). 

Con il mio registratore a batterie e questo intruglio di timbri, comincio le manovre in mezzo alla natura; tra la costa, boschetti, piccoli corsi d’acqua, canneti, lunghi viali costeggiati da imponenti cipressi o altissime e folte palme, campi arsi di pietra bianca tra ulivi e carrubi. 

Si, ma io ero li solo per giocare eh!…nel senso stretto del termine..nessun qual si voglia proponimento estetico…avevo dei giocattoli nuovi e li volevo usare.

 

Le terre di Kamarina sono forse uno dei posti più surreali e intrisi di storia e di storie che io conosca e sempre io, in quegli anni, vivevo le mie lunghe estati in una sorta di simbiosi ipnotica con questo “luogo" che oggi definirei come una frontiera multi-dimensionale.

Il significato di  frontiera multi-dimensionale è ben descritto nei brani di Sicula Canicula.

 

Diversi anni dopo presentai quest’album all’esame di ammissione al corso di composizione contemporanea del Conservatorio di Milano, conquistando un bel 98/100….grazie Kamarina! Ovviamente non avevo alcuna intenzione di seguire il corso…il voto di ammissione fu più che sufficiente…credo...

 

Oggi quel gioco si è evoluto in Suono Nudo che è uno dei percorsi di conoscenza alla volta di “Vibrazione Zero”. (più avanti se resisterete, vi spiego meglio).

 

Prima del ’91, anno in cui lasciai definitivamente la Sicilia, le mie ricerche sul timbro, erano prevalentemente al soldo di qualche infatuazione giovanile nei confronti di presunte Muse, assolutamente ignare dell’esistenza di un rito in cui loro interpretavano il ruolo di gran sacerdotessa, custode del sacro fuoco di “GRAMON” (un Dio da me inventato che fa tutto quello che gli dico io...)

Nel tentativo di non cedere all'evidente volgarità dei movimenti passionali, tramavo su di essi... il Mito. 

 

Nell’estate del ’83, John Coltrane con il suo “A Love Supreme” mi diede una tale sberla da sbattermi in una zona indefinita del cosmo nella quale tutt’ora vengo pescato di frequente. Incredibile..non pensate? Quattro brani incisi vent’anni prima riescono, al primo ascolto, a riscrivere l’intera catena del mio DNA.

Qualche giorno fa J. Coltrane, reincarnatosi per un istante nel grande sassofonista Kenny Garret, mi ha violentemente trascinato, in quell’istante esatto dell’estate dell’83 in cui lo ascoltai, di notte, su una Alfa Romeo Giulia verdino metallizzato, nel boschetto di Santo Pietro, mentre si tentava di passare tra due alberi, la cui distanza tra loro corrispondeva esattamente alla larghezza dell’auto...specchietti retrovisori esclusi....purtroppo...

 

Tengo a precisare che non ho mai utilizzato alcun tipo di spezie esotiche…probabilmente invece, anch’io da piccolo sono scivolato in quella pozione del druido…

Un singolare e ripetuto evento me lo fa supporre. Per un periodo di tempo abbastanza lungo, quando mi trovavo solo in casa sentivo chiaramente che il telefono da li ad un’istante avrebbe squillato dopo di che…il telefono squillava…pozione del druido o funghi scaduti, la SIP chissà come, chissà perché mi era entrata nel cervello…fu allora che decisi di costruire una cabina telefonica inglese molto simile all’originale e perfettamente funzionante, per il compleanno di Nadia, peccato che la misero in giardino dove si sciolse in poco tempo…quindi le costruii una borsa in cuoio a forma di scarpone che ahimè fini anch’essa in giardino come portafiori…a quel punto mi arresi e comprai due biglietti per il concerto di Pino Daniele...

 

Bene..si continua....nel ’91 come dicevo, lascio la Sicilia alla volta di un Nord non ancora ben definito. Roma, Milano, Parma, Mosca, San Pietro Burgo, Santo Domingo (unica tappa a Sud), Berlino, Amsterdam, Londra, Hannover, Kiel, Budapest, Cracovia, Stoccolma, Oslo (non ci sono mai stato ma ci spero ancora). In fine dopo l’ultima parentesi milanese, nel 2002 ritorno a Mosca per restarci stabilmente fino al 2015. 

 

In questo lungo peregrinare di città in città, percorrendo le desertiche Vie del Timbro, vengo coinvolto nel controverso mondo del ghost writing che per quasi due decadi, mi tiene gelosamente legato a se. 

I lavori autografi relativi a questo periodo non sono molti e riflettono inevitabilmente le tappe percorse all’interno del ghost writing. 

Alcuni esempi di questi lavori sono sul mio sito nelle pagine: reseach e mainstream. 

Vi accorgerete che il termine stile nel mio caso ha un’accezione poco convenzionale e in generale per i miei lavori preferisco adottare il termine Transtilismo….cosa vuol dire?…fate voi… 

Le collaborazioni con altre forme d’arte sono frequenti e negli ultimi anni è diventato più consistente il mio interesse per i cortometraggi e il video mapping. 

 

Il penultimo lavoro (insieme ad Alessandro conti) “The Case (System Failure), ha già ricevuto diversi riconoscimenti...per lo meno tra gli amici più stretti..."

 

Tratto dall’autobiografia di Fabio Costantino, titolare della cattedra di Timbro Massello presso la Regia Università di Kamarina 

(3826 AC - 1640 AC)

 

PS: Non voglio sembrare modesto, infatti non lo sono e non ho difficoltà ad ammettere che la grande differenza tra me e un grande musicista, se c’è una differenza…io non la conosco o comunque è intestabile ad alcune improbabili accezioni del termine: “grande"

Infine visto che ho scelto la musica come mezzo di trasporto e non come l’inguaggio, il tentativo insollecitato di tracciare un termine di paragone tra me e i grandi della musica diventa insostenibile.

 
 

 Vibrazione Zero

 

 

Premessa

 

Quanto scritto di seguito è il frutto di un percorso di ricerca sul meccanismo in cui il suono agisce sulla strato della mia realtà  e non intende in alcun modo trarre conclusioni o proporre criteri e modelli che coinvolgono livelli più generali

 

 

 

Il TIMBRO ha una dentatura simile a quella di una chiave: ed ogni timbro, come fa una chiave, apre una porta diversa. 

La sua esposizione estesa, ossia, i rapporti tra le armoniche che si formano sui diversi gradi di una scala (temperata e non), apre le porte di un intero percorso. 

Ogni timbro ha una dentatura assoluta che definisce il timbro stesso ed una relativa alla frequenza che determina l'altezza del suono.

 

In base ad alcune mie riflessioni sugli effetti di un gesto sonoro, la vibrazione di un corpo sembra contenere molte più informazioni di quanto i nostri sensi non registrino e mi spinge a considerare il suono come uno degli elementi di un “mezzo" molto più esteso in grado di permeare dimensioni o realtà al di la del sensibile.

 

 

Esiste la “VIBRAZIONE” ed essa si manifesta in infinite forme.

 

Ho scelto questo assunto come postulato per il mio percorso di conoscenza attraverso la percezione; e la “Vibrazione Zero” intesa come punto di vista fuori dal “tutto”, ne è il punto di partenza. 

Il tentativo di farne esperienza mi sta impegnando nello sviluppo delle seguenti direzioni:

 

TEHDOS   

Acronimo di The Eight Hidden Dimensions of Sound, è una ricerca che, prendendo spunto dall’idea dalla Teoria delle Stringhe, si propone di esplorare le otto dimensioni invisibili ai nostri sensi, attraverso un Mezzo di cui il Suono è la componente udibile.

Le teorie della fisica si sviluppano molto velocemente ed altrettanto velocemente aumentano le dimensioni possibili. Visto che il riferimento a queste teorie non può e non intende essere scientifico, il numero delle possibili dimensioni da esplorare è un dato a me ignoto in un contesto in cui i dati contano poco.

 

 

SUONO NUDO  

E' un stato ideale in cui il suono riferisce un evento senza modificarlo.
Nell’esperienza reale il Suono Nudo si manifesta in forma di approssimazione allo stato ideale.   Di fatto è la sua percezione nell’esperienza reale che ne ha suggerito l’immagine ideale. 

  

COLLEZIONE DI IGNORANZE

La mia collezione di ignoranze ha un aspetto abbastanza singolare e per semplicità potrebbe essere raffigurata come…che 'so... una biblioteca tipo Clementinum di Praga. Centinaia di migliaia di libri preziosi e lussuosamente rilegati, raccolti in un luogo fuori dal tempo. Questa immagine “ideale", manifesto e custode del pensiero dell’uomo (nella mia versione) nasconde un’invisibile anomalia.

La seconda pagina di ogni libro presente in questo tempio, così come tutte le pagine successive, è…bianca…Sulle loro copertine si legge  titolo, autore, casa editrice eventuali note ma tutti i libri, al loro interno sono pieni di pagine vuote.  Un pieno di vuoto… un vuoto pieno di infiniti svolgimenti taciuti di cui è stata riconosciuta l’autenticità.

 

Resta ancora da comprendere cosa ci sia scritto sulla prima pagina di ogni libro…. io però... al momento non ne ho idea...

 

 

 

 

SUPREMATISMO VIBRAZIONALE

Le sequenze di suoni sovraincise a una distanza di tempo calcolata in base a specifiche coordinate, determinano la triangolazione dell'eco di un punto, rispetto ad un dato sistema contenitore. Una specie di sovrapposizione geometrica dello spazio-tempo. Più in generale, qualsiasi sovraincisione  le cui tracce siano state registrate nel medesimo punto, contiene le informazioni dello spostamento di quel punto nello spazio

 

 

 

IMPROVVISAZIONE MEDITATIVA

Improvvisazione di sequenze di suoni alla ricerca di quel silenzio interiore tipico di uno stato meditativo

(Addormentarsi sul palco? Può succedere…)